Libri

Il segreto di Pinocchio

“Se sarai buona, ti metterò nel mio libro. Diventerai la Fatina dai capelli turchini.”

“Ma io non li ho turchini, i miei capelli, io li ho biondi” osservò la Giovanna.

E il sor Carlo, senza scomporsi: “Non importa, per me sono turchini.”

Negli anni Cinquanta la stampa nazionale consacrò Giovanna Ragionieri – nativa di Castello, a un passo da Firenze – come colei che aveva ispirato l’autore di Pinocchio per il celebre personaggio della Fatina. Da allora, fino al giorno della sua scomparsa, bambini di tutta Italia le scrissero delle letterine che sono una testimonianza di affetto per lei e per l’incomparabile opera letteraria di Carlo Lorenzini. In questo volume si racconta la sua storia, si pubblica parte di questo epistolario fino ad oggi inedito, oltre a raccogliere scritti che, in modo diverso, indagano sulla figura di Collodi, del burattino e dei luoghi che lo hanno visto nascere.

Con testi di Claudia Bertocci, Maurizio Bruschi e Giulio M. Manetti

Silvia Fossati. Casa d'artista nella nobile città di Pontremoli

Un ‘viaggio’ alla scoperta storico-architettonica di un edificio pontremolese ed a quella ‘filologica’ e reale di un’artista, Silvia Fossati, e del suo mondo, della sua casa-studio, che sono alla base della sua vasta e poliedrica produzione di opere pittoriche, scultoree e di alto arredo. Un’artista entusiasta del suo lavoro, schietta, priva di compromessi e di sovrapposizioni eccessivamente intellettualistiche, che spesso snaturano il messaggio più autentico e genuino dell’arte.

Un percorso che vuole riconciliare la storia dell’arte, dell’architettura e della città (segnatamente, quella di una ‘piccola’ realtà urbana ai margini di Pontremoli) con la critica d’arte contemporanea, due mondi non ‘inconciliabili’, come certi luoghi comuni hanno voluto quasi farci credere, ma complementari e che reciprocamente concorrono alla comprensione culturale del mondo in cui viviamo.

Dipingere in musica

Prefazione del dott. Franco Scarpa (direttore sanitario dell’Ospedale Psichiatrico di Montelupo Fiorentino) e delle dott.sse Stefania Matteucci (psichiatra) e M. Antonietta Lettieri (psicologa).

L’arte del disegno, al pari di altre discipline, sottostà a delle regole che per alcuni possono rappresentare un ostacolo insormontabile. L’esperienza raccontata in questo libro aiuta a semplificare e ad incoraggiare l’approccio di tutti, grandi e piccoli, con la pittura. Spesso infatti, di fronte alle difficoltà incontrate e ai modesti risultati ottenuti, molte persone abbandonano, rinunciano. Esercitare la mente all’elaborazione dell’immagine attraverso stimoli musicali facilita invece l’apprendimento pittorico, rendendo le fasi iniziali di questo studio più immediate e piacevoli. La relazione tra musica e pittura ha origini antiche, anche se una maggiore consapevolezza degli stimoli generati dalla combinazione di suoni e colori si è sviluppata nel nostro secolo. Le opere di Kandinskij, Braque, Severini, Klee, Mondrian, Matisse, rappresentano alcuni degli esempi più famosi. Le esperienze descritte in Dipingere in musica sono il risultato di un lungo periodo di attività didattica rivolta a bambini, adulti e portatori di handicap, conclusosi con un laboratorio svolto all’interno dell’Ospedale Psichiatrico Giudiziario di Montelupo Fiorentino. Questo libro fornisce nuovi contributi, nuovi strumenti di lavoro per coloro che operano nel campo dell’insegnamento artistico e dell’arteterapia.

Il vecchio Conventino fuori le mura

Il Vecchio Conventino fuori le mura, al secolo Monastero di S. Teresa, è stato, all’insaputa di molti, protagonista e testimone di una pagina di storia fiorentina. La sua prima destinazione lo rese uno spazio esclusivo e inaccessibile, poiché la Comunità che lo aveva fondato apparteneva ad un ordine di clausura. Poi la quiete che lo dominava venne travolta da un evento incontrollabile e disastroso: la prima guerra mondiale.

Trasformato in ospedale militare, al suo interno si udirono soltanto i lamenti dei sopravvissuti alla disfatta di Caporetto.

Finito il conflitto, l’ampio edificio divenne sede vivace e vitale di artisti e artigiani: tanti nomi, famosi e non, che lo resero centro di cultura e di ideali. Una tradizione che continua ancora oggi.

 

Il libro, piacevole come un romanzo, riporta e ricorda aneddoti e documenti, fatti e personaggi. In appendice, il saggio dell’arch. Giorgio Turi completa la narrazione con un’analisi approfondita della struttura architettonica.